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Contratto a tempo determinato

CARATTERISTICHE

Il contratto a termine, disciplinato dagli artt. 19 e ss. del D.Lgs. n. 81/2015, è un contratto di lavoro subordinato, nel quale l’apposizione del termine deve risultare da atto scritto, a pena di nullità (salvo i contratti di durata inferiore a 12 giorni).

La durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro, non può superare i 36 mesi (salve diverse disposizioni dei contratti collettivi e per le attività stagionali individuate con Decreto del Ministero del Lavoro).  Inoltre, il numero dei contatti a termine conclusi nell’arco dei 36 mesi non può mai essere superiore a 5. In caso di sforamento dei predetti limiti il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

PER LE AZIENDE

In caso di riassunzione a termine dello stesso lavoratore, il datore è tenuto al rispetto di un intervallo temporale (c.d. “periodo cuscinetto”), tra un contratto e l’altro, di 10 giorni se il precedente rapporto a termine aveva una durata pari o inferiore ai sei mesi o di 20 giorni se di durata superiore ai sei mesi.

Il limite massimo di assunzioni con contratti a termine sul totale degli impiegati deve essere pari al 20% (salvo deroghe della contrattazione collettiva e di secondo livello). Tale percentuale si calcola con riferimento al numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione. Se l’azienda ha iniziato l'attività nel corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell'assunzione.

I datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti hanno sempre la possibilità di stipulare comunque un contratto di lavoro a tempo determinato.

Le imprese che assumono con questa tipologia contrattuale sono tenute a versare un contributo addizionale (a carico del solo datore di lavoro) pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, che si va ad aggiungere alla contribuzione ordinaria prevista per la generalità dei lavoratori. E’ in ogni caso possibile recuperare l’intera contribuzione aggiuntiva qualora il datore di lavoro trasformi il rapporto a termine in un contratto a tempo indeterminato.

PER I CANDIDATI

I lavoratori che hanno prestato la propria attività con uno o più contratti a termine, per un periodo superiore ai 6 mesi, hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro nei 12 mesi successivi al termine del rapporto. Il diritto di precedenza, però, vale solo se la nuova posizione aperta corrisponde alle stesse mansioni già svolte in esecuzione del contratto a termine. Sono fatte salve eventuali deroghe disposte dai contratti collettivi; inoltre, il lavoratore ha l’onere di manifestare la volontà di avvalersi di tale diritto entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.